Ho pensato che per alcuni tipi di riflessioni, per raccontare alcuni frammenti di ricordi che non so piu' nemmeno io di cosa facessero parte, ebbene, ho pensato ci fosse bisogno di uno spazio apposito. Non una pagina vera e propria, di informazioni e notizie, ma una specie di taccuino mio personale sul quale scarabocchiare, e nel quale ho piacere che andiate a curiosare.



 

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08/12/2006

PARLIAMO DI TEATRO

Cari amici,
lo so che pochi hanno la fortuna di andare a teatro. Essendo nato in un piccolo paese della provincia di Lecce, conosco bene certe privazioni. Tutti però, prima o poi, veniamo a contatto col teatro, magari per averlo visto riprodotto in televisione.
Personalmente, tutte le volte che ci vado, mi sembra di vivere in una dimensione magica, al di fuori del tempo.
Mi piacerebbe che tutti voi raccontaste il vostro rapporto col teatro.
Mi viene in mente tutto ciò perchè qualche ora fo ero al Comunale di Firenze per assistere ad un concerto stupendo: in scena c'era Mariella Devia, probabilmente il miglior soprano oggi in attività in Italia, e la grande orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta dal maestro Tomas Netopil. In programma musiche di Wagner, Mozart, Dvorak.
Non scendo nei dettagli, ma sintetizzo dicendo che, ad un certo punto dello spettacolo, avrei potuto piangere di gioia.
Era tutto perfetto, ma non a caso: quello che vedevo in scena era il risultato di talento, tanto, ma anche di un immenso sacrificio, necessario per arrivare a certi livelli.
Tornato a casa, accendo la televisione e mi vien da piangere per il motivo opposto: imperversano volgarità, demagogia, improvvisazione.
Prima di andare a letto, mi sento in vena di darvi un consiglio: rinunciate magari a qualcosa, ma andate a teatro tutte le volte che potete. La vostra umanità ne uscirà migliorata.
Quand'ero bambino, la televisione, settimanalmente, regalava eventi teatrali. Oggi, nell'era tuttotetteeculi, niente di tutto ciò.
Per me che faccio parte del mondo dello spettacolo, questa è una delle accuse peggiori che muovo a certi politici nei quali ho creduto.
L'arte è la cosa più importante dopo l'amore: sottovalutarla è da criminali!
Raccontatemi di voi e, magari, del vostro rapporto col teatro.
Grazie!

Buona notte!
Felice di esistere e di emozionarmi vedendo in scena l'umanità che soffre e gioisce e si racconta, vi saluto tutti con affetto.

Franco


 

25/12/2004

NATALE 2004

Nel paesino in cui sono nato si facevano dei regali a Natale, ma erano di quelli che non avevano bisogno di confezioni e luccichii; ognuno si predisponeva al meglio per stare insieme agli altri, il piu` possibile.
Era una festa profondamente spirituale.
Anche gli odori che provenivano dalle cucine avevano qualcosa di sacro. Il cibo serviva per costruire qualcosa per cui ringraziare la vita.
Ho conosciuto da grande l'altra faccia del Natale, quella dei pacchetti colorati e delle frasi fatte.
Ad ognuno di voi, cari amici, vorrei offrire il meglio dei miei pensieri e ricordi natalizi, collezionati nella parte migliore della mia anima, quella che conserva l'innocenza dei bambini.


Vorrei offrirvi
Il gusto di sentirsi in sintonia col mondo intero
Il sapore dei dolci che, sciogliendosi in bocca, diventano un messaggio d'amore, perche' con amore qualcuno li ha preparati
La sensazione struggente di una musica che sembra creata proprio per te, per farti penetrare nel mistero della Bellezza
La certezza che qualunque persona, anche la peggiore, ha qualcosa da salvare e da valorizzare
La consapevolezza che la vita non e` facile per nessuno, ma diventa un gioco appassionante e meraviglioso se si decide di farlo con gli altri, con quella particolare e sorprendente attitudine che, nonostante lo scorrere impietoso del tempo, continua a chiamarsi
AMORE.


Auguri, di cuore, dal vostro
Franco

 


07/06/2004

Pace… perché…

Perché amo l’America, ma non amo Bush

Perché la democrazia non si esporta con le bombe e le torture

Perché non si può fingere di odiare alcune dittature dopo averne appoggiate altre

Perché è stato grave provocare la morte di tanti innocenti l’11 settembre, ma è altrettanto grave provocare la morte di altri innocenti in Iraq o altrove

Perché la nostra civiltà è diversa, ma non superiore a quella di altri popoli

Perché quando sono in giro per il mondo non voglio vergognarmi all’idea che il mio Paese approvi la guerra

Perché la pace non conosce vie di mezzo: tutto il resto si chiama guerra

Perché sono grato a quegli americani che ci liberarono dalla piaga del nazifascismo, che, però, non somigliano affatto ad alcuni capi che oggi si sentono eredi di quegli autentici eroi

Perché Francesco D’Assisi, il grande santo, partì per le crociate, ma riuscì a dialogare col sultano che doveva essere suo nemico

Perché tutti quelli che scelgono di mandare in guerra dei giovani innocenti dovrebbero almeno cominciare a mandarci i propri figli

Perché non si può fingere di essere credenti e continuare a calpestare il senso delle parole di un Papa inequivocabilmente contrario alla guerra

Perché, con tutte le ingiustizie presenti nel mondo, non si può scegliere di intervenire solo dove c’è odore di petrolio

Perché il valore di un uomo, qualunque uomo, è proporzionale alla sua capacità di costruire la PACE.

 


 

20/01/2003

(NON TUTTO DIVENTA CANZONE)
PENSIERI D'AMORE NOTTURNI

Attesa di te


Verrò da te…
Dove altrimenti?
L'ha detto la notte
Sussurrandomelo nell'orecchio.
Me l'ha detto il silenzio
Che ad ogni variazione di luce
Mi ha ricordato
Che esisti
E che sono io a non esistere
Se non ti guardo negli occhi.

Ogni canzone scritta
In ogni angolo della terra
Parla di te.
E devo fare presto
Per non trovarmi senza carica
Senza più le parole giuste
Quando dovrò sostenere
Il timore di non trovarti come ti voglio
Di scoprire tra il tuo viso e le mie mani
Qualche interruzione.
Non lo potrei sopportare.
Non sono abbastanza forte da sostenere
Il mondo nelle mie mani
Se non sei tu a chiedermi di farlo per te.
Adesso dormi
O viaggia o vivi
O sogna
L'importante è solo che
alla fine del tuo guardarti intorno
tu ti accorga che sono qui
in silenzio sospeso
nella imprevedibile partitura dei tuoi pensieri.
Ah… quanto t'amo!
E come vorrei dirtelo adesso!
Ma aspetterò il momento in cui
La tua sete avrà bisogno della mia acqua.
Poi mi annullerò nella tua volontà
Ti farò felice e sarai grande e unica
Ed annullandomi in te
Diventerò anch'io grande
Anch'io unico.

Il mattino sta già colorando
Quell'angolo di cielo.
Torno nelle mie gambe
Nella mia testa nel mio essere.
Ho volato per una notte intera
Seguendo il percorso
Della mia attesa di te.

(franco simone)

 


 

26/12/2002 - 2

AUGURI!


Ancora Natale, ancora il desiderio di farvi gli auguri più belli del mondo!…
Ve li faccio raccontandovi alcuni fatti e pensieri personali:
Mia figlia mi ha regalato un libro molto interessante, "Buskashì" di Gino Strada. Parla dell'irrazionalità della guerra. Ve ne consiglio la lettura, magari dopo aver letto anche "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani.
Roberto Benigni in tv, l'altra sera, ha dimostrato che si può fare dell'ottima televisione senza volgarità, commuovendo e commuovendosi lui stesso nel raccontare l'eterno miracolo dell'amore, quello nobile, universale. Straordinario Benigni… genio buono che fa bene all'anima!
Raccontano che San Francesco partì per le Crociate, ma riuscì a dialogare col nemico.
Strada, Terzani, Benigni, San Francesco… che begli esempi! Possibile che, invece, tanti potenti del mondo non si vergognino della facilità con cui parlano di guerra?
Forse bisognerebbe pretendere che per le guerre da loro volute i primi a partire fossero i loro stessi figli.
La sensibilità non si compra, ma la si può esercitare. Chi si rende conto dell'assurdità della guerra, ha il dovere di spiegare agli altri il valore della vita… soprattutto intorno a Natale!

Da qualche anno il semplice Presepe di casa mia si compone di 3 statuine di cartapesta (Gesù, Giuseppe, Maria) fatte da Maria Antonietta Balzani, una brava artista leccese. Questo Presepe dimostra come si possano ricavare dalla materia delle immagini d'amore, che parlano agli occhi ed al cuore.
La foto di questo Presepe, che vi dedico, spero parli anche a voi, per trasmettervi i miei auguri più sinceri.
Vi auguro che la vostra vita sia piena di quell'amore misterioso e stupendo che va vissuto, senza che venga spiegato, perché, come dico in una mia canzone (che presto pubblicherò) "L'amore, come un Dio, non è più Dio se ti avvicini troppo e troppo vuoi spiegare…"
Con affetto.
Il vostro
Franco

 


08/10/2002 - 3

Oggi ho assistito ad un tramonto spettacolare. Volevo farlo vedere anche
a voi... per fortuna esiste l'autoscatto!
Guardando quel cielo rosso il pensiero è inevitabilmente andato al buon
Pierangelo Bertoli che ci ha lasciato.
Lui che quaggiù ha avuto tanto talento, ma anche tanti problemi, spero
che adesso abbia un paio di ali grandi.
Ricorderò sempre con affetto il suo "muso duro" innocente come quello
di un bambino.
Ciao a tutti!
Franco



15/ 4/2001 - 4
PASQUA 2001: AUGURI!

Come a Natale, anche durante la Settimana Santa per me è inevitabile tornare col pensiero all'infanzia.
Ad Acquarica del Capo, il paesino nel leccese in cui sono nato ed ho vissuto ininterrottamente fino a 18 anni, gli avvenimenti religiosi segnavano profondamente la vita.
La processione si snodava per le strade interminabile, solenne.
Le donne sceglievano le coperte più belle, anche quelle mai usate, da esporre alle finestre, in segno di rispetto e di omaggio al Cristo che veniva trasportato come per un normale funerale.
Forse tutto avviene nella stessa maniera anche oggi, ma per me contano i ricordi dell'infanzia, di quegli anni in cui tutto si scolpiva nella mente in maniera definitiva.
Da bambini tutto stupisce ed il tempo si dilata, di stupore in stupore.
Succede come quando si percorre una strada per la prima volta: all'andata sembra molto più lunga che al ritorno.
Il Venerdi Santo veniva davvero vissuto come il giorno del sacrificio, della sofferenza. A tavola sembrava inconcepibile abbondare o, comunque, abbandonarsi a voglie esagerate.
La radio trasmetteva solo musica classica. Se qualcuno metteva un disco "leggero" lo ascoltava a bassissimo volume. Anche i non credenti avevano una discrezione inconsueta; era un modo di adeguarsi al generale clima di spiritualità.
A volte i non credenti vivono una specie di misticismo superiore a quello di chi ritiene di poter esibire il proprio credo come una specie di trofeo.
Poi arrivava la Pasqua. A mezzanotte la chiesa patronale era gremita di gente che, all'annuncio della Resurrezione, esultava come si fosse trattato di un film di cui non si conosceva il finale.
Era bellissima quell'idea di rinascita, di cancellazione di colpe, di Gloria.
La parola "Gloria" aveva un senso che andava molto al di là dell'avvenimento religioso. Era come vestirsi finalmente a festa, dentro e fuori, dopo un lavoro duro e dopo un tormento interiore che riassumeva, nei giorni del Calvario, il Calvario di ogni singolo individuo.
Il Natale è la festa della tenerezza. La Pasqua è la festa dei bilanci, con la possibilità di far quadrare i conti, di riazzerare tutto e ricominciare. Ognuno si può costruire la sua personale Resurrezione.
Mi piace l'idea che, annualmente, si possa guardare indietro e, come in un Calvario, far morire una parte di sè, quella più strettamente "umana", per fare emergere la propria spiritualità, fatta di benessere mentale, di conoscenza vera, di capacità di riconoscere quello che conta e fatta anche (perchè no?) di musica.
Ad ognuno di voi, cari amici che mi leggete, auguro questo viaggio al centro del vostro essere, che vi porti, consapevolmente, ad una realtà più appagante.
In questo senso ed in tutti i sensi consentiti dall?affetto vi auguro che la vostra sia una Pasqua sconvolgentemente bella!
Auguri!
Franco





5/ 1/2001 - 5
L'UMILTA' DI UN GRANDE AMICO MUSICISTA

Cari amici,
questa mattina ho ricevuto il messaggio che vi trascrivo qui sotto. E? il mio amico Pinuccio Pirazzoli che mi scrive. Ne conosco molto bene l'umiltà che lo spinge a stupirsi nel vedere una sua foto nel mio sito, come se potessi dimenticare facilmente il prezioso contributo artistico che mi ha fornito nel realizzare album a me molto cari, come "Respiro", "Gente che conosco", "Camper", "Il pazzo, lo zingaro ed altri amici!", "Totò".
Gli volete dare il benvenuto tra i "naviganti" ed esprimergli anche voi la vostra ammirazione, in attesa che io lo vada a trovare a "Domenica In", dove dirige, anche quest'anno, l'orchestra? Ve ne sono grato.
Ancora tanti auguri a tutti voi per uno splendido 2001!
A presto! Un abbraccio.
Franco

Ecco il messaggio del maestro Pinuccio PIRAZZOLI:

CIAO FRANCO!
E' IL PRIMO GIORNO CHE NAVIGO (!) E SONO RIMASTO SORPRESO NEL VEDERE UNA MIA FOTO NELL'ALBUM DELTUO SITO.
MI HA FATTO TANTO PIACERE E, SE VUOI SCRIVERMI, FALLO PURE AL MIO INDIRIZZO E.MAIL ppirazzoli@hotmail.com

Colgo l'occasione per inviarti i miei piu' cordiali auguri di buon anno.
Spero di vederti presto come ospite di Iva a Domenica In, così potremo finalmente fare un po' di musica con le tue belle canzoni che io conosco molto bene!
A presto!

PINUCCIO





23/12/2000 - 6
NATALE 2000

Carissimi amici,
i giorni che precedono il Natale sembrano in discesa: li scorgi da lontano e, senza che tu abbia il tempo di rendertene conto, li attraversi a gran velocità e un altro Natale è già arrivato, con tutte le luci, i buoni propositi, i bilanci, i confronti con gli anni precedenti.
C'è sempre il timore di scordarsi di qualcuno o di qualcosa di importante in un giorno così. Non sarebbe perdonabile che io mi scordassi di voi. Il vostro affetto dimostrato in mille modi mi dà continuamente il carburante che mi serve per procedere lungo la mia strada.
Ogni vostra parola mi giunge utile e, soprattutto in giorni come questi, vorrei ringraziarvi ad uno ad uno ed augurarvi le cose più belle.
Non sono un nostalgico o, almeno, mi sforzo di non esserlo, ma, pur non rimpiangendo quasi nulla della mia infanzia, di quegli anni ricordo con piacere soprattutto la tenerezza delle feste natalizie: quei profumi unici, irriproducibili nel resto dell'anno, quel calore che ti sentivi dentro, quel benessere totale che era segnato anche a tavola da piatti misteriosamente perfetti, quasi ne avesse progettato le ricette un Dio particolarmente generoso.
Ogni regione ha le sue speciali tradizioni, ma credo che ognuno viva in questi giorni delle sensazioni equivalenti. Per me la sensazione di pienezza natalizia coincide con un profumo di mandarini, un gusto persistente di dolci strani, ma tutti accomunati dal fatto di sembrare preparati col cuore, le luci intermittenti che illuminano facce amate, quelle più amate, che si fa di tutto per avere accanto a sè per Natale.
Ecco, mi piacerebbe vivere una volta un grande Natale in cui si potesse stare tutti insieme, a migliaia, come se ci si conoscesse da sempre e con la sicurezza di potersi mostrare esattamente come si è, senza timore di essere giudicati per come si appare.
Solo l'affetto profondo dà questo tipo di sicurezza. Ci sono speciali, meravigliosi momenti in cui questo tipo di affetto si può provare davvero ed allora succede che, senza rendersene conto, si vuole molto bene, contemporaneamente ed in egual misura, a se stessi e agli altri. La scoperta inebriante diventa questa: la mia persona può crescere ed esaltarsi esattamente nel momento in cui io divento un tutt'uno con chi mi sta intorno. L'egoismo non viene sconfitto, anzi trionfa, ma il fatto esaltante è che coincide con l'altruismo.
Fantasie notturne condite al miele che incombe in questi giorni? Non credo! E poi è solo la fantasia è capace di dare un senso alla realtà.
Se non l'avete ancora capito, vi auguro un MERAVIGLIOSO NATALE ED UNO STUPENDO ANNO NUOVO!
Vostro
Franco





22/12/1999 - 7
ASPETTANDO IL 2000?

Mi aspettano molti concerti nei prossimi giorni e, come sempre in queste occasioni, sono diviso tra la voglia di cominciare e quella di scappare via: ogni nuova esperienza comporta incognite e timori.
Per voi che mi seguite attraverso queste pagine vorrei trovare le parole più dirette per augurarvi tutto il bene del mondo, per questo Natale e, soprattutto, per dopo? perchè il dopo dura molto più del Natale.
Vorrei liberare il nostro tempo di tutti gli eccessi delle leggi di mercato e poi regalarvi una lunga stagione di cose autentiche.
Vorrei che le parole ritrovassero il loro senso originario e "affetto" volesse dire solo "affetto" e "festa" non implicasse necessariamente una tensione spasmodica verso qualcosa che poi, puntualmente, sfugge.
La felicit? non sopporta di essere programmata.
Noi possiamo solo scegliere di essere persone, senza aggettivi. Gli aggettivi servono spesso come alibi per cercare di dare un senso ad esistenze inutili.
Non sono un nostalgico, ma ogni anno, quando arrivano le feste natalizie, non posso fare a meno di confrontare l'innocente attesa della magia di questi giorni, tipica dei bambini, con la pretesa di noi, adulti, di fare cose eclatanti, indimenticabili.
Non si pu? scegliere ci? che diventa indimenticabile.
L'industria ha addirittura anticipato di un anno l'inizio del terzo millennio, eppure quelli che "decidono" lo sanno bene che il nuovo millennio inizier? solo nel 2001!?
Ma i numeri, in questo caso, non contano.
Vorrei poter sottrarmi e sottrarvi alla baraonda infernale di una festa diventata troppo pagana, pur essendo nata unicamente come festa spirituale.
Ma vorrei ugualmente farvi sentire la mia voglia di comunicare con tutti voi. Con i vostri messaggi, i vostri mille modi di farmi sentire la vostra presenza mi avete fatto pensare che può anche servire scrivere canzoni e farle ascoltare.
Ecco? per queste feste vorrei avere la possibilit? di cantare, personalmente, per ognuno di voi, per ringraziarvi del vostro affetto. Idealmente lo faccio!
Io ho cominciato a cantare esclusivamente per i miei amici? e così voglio continuare!
Vi voglio bene e vi auguro, come diceva mia madre, "tutto quello che voi stessi vi augurate"!
Un abbraccio dal vostro

Franco






8/ 5/1999 - 8

UN TABU' NECESSARIO

Trasformarla in un tabù, trasformare la guerra in un tabù… come il cannibalismo, come l'incesto.
Vergognarsi anche di parlarne.

Era il sogno di Alberto Moravia.

I sogni costituiscono l'unica risposta che tanti poveri comuni mortali possono dare alla violenza di quei potenti che, essendo già morti dentro, conoscono solo il linguaggio della distruzione.

Come si deve intendere la parola civiltà? Gli uomini delle caverne erano forse più spietati di così?

Io non capisco, ma spero che un giorno il potere arrivi nelle mani dei tanti che non capiscono, perchè non c'è nulla da capire al di fuori dell'amore… che è l'opposto della guerra!







29/ 1/1999 - 9
IL PREMIO PUCCINI AD ADRIANA MALIPONTE

Il grande soprano Adriana Maliponte, di cui sono fiero di essere amico e collaboratore (ha duettato con me nel brano "Pane", inserito nell'album "Notturno fiorentino"), salutata da una standing ovation alla fine di un "Vissi d'arte" ("Tosca") da brivido, ha ricevuto alcuni giorni fa a Viareggio il prestigioso PREMIO PUCCINI, assegnato quest'anno dalla Fondazione Puccini di Torre del Lago a lei e a Riccardo Muti.
Ne ha parlato, con grande rilievo, la stampa italiana e internazionale, sottolineando la capacit? di Adriana di calarsi in maniera esemplare nei panni delle eroine pucciniane, da Manon alla Butterfly, fino a Mimì ("La bohème"), di cui, in particolare, ha saputo esprimere sensibilità e freschezza.
Il Premio Puccini, nelle sue edizioni precedenti, ? andato ad artisti del calibro di Lorin Maazel , Montserrat Caball?, Magda Olivero.
Adriana, oltre ad essere uno dei migliori soprani sulla faccia della terra, è una donna che ti mette allegria con una sola risata; io le dico che ha una risata mozartiana, perchè sembra davvero una cascata di note.
Se le si parla di grandi autori (Verdi, Mascagni, Puccini, Bizet?), le brillano gli occhi, ma se vi permettete di non mostrare rispetto e amore per gli animali, beh? sono affari vostri, perchè lei ama le persone, ma non sopporta di veder soffrire le bestie!
Incapace di barattare il successo con concessioni al cattivo gusto, si ? sempre rifiutata di diventare un'artista da rotocalco (o, peggio, da baraccone!); di lei si continua a parlare solo per motivi artistici, gli stessi per i quali il nostro Presidente della Repubblica le ha dato il titolo di Commendatore e la Repubblica Francese quello accademico di Cavaliere delle Arti e delle Lettere.
Tra i suoi dischi in circolazione, io amo in modo particolare una "Carmen" diretta da Bernstein (premiato alla sua uscita in America con l'Oscar del disco), in cui lei ricopre il ruolo della tenera Micaela, e un "Pescatori di perle" di Bizet, di cui unanimemente lei ? riconosciuta ineguagliabile protagonista.
Thor Eckert, critico americano noto per la sua severa competenza, dopo averla ascoltata al Metropolitan di New York in una recita de "La Traviata", ha scritto sul "C. Science Monitor":
"Adriana Maliponte è un'artista che sa parlare all'orecchio, alla mente e al cuore!"





5/ 1/1999 - 10
UN LIBRO DA "COLPO DI FULMINE"

Credo nei colpi di fulmine.
Certe passioni, certi entusiasmi si possono davvero scatenare in un attimo? e non solo in amore!
In questi giorni sono stato oggetto dell'ennesimo colpo di fulmine. Mi sono innamorato di un libro. Parla di musica e non solo. Spiega dal di dentro come nascono e si sviluppano i movimenti artistico-musicali. Scompone e ricompone, per renderla più accessibile, l'opera di grandi protagonisti della canzone napoletana (Pino Daniele, NCCP, i fratelli Bennato, Napoli Centrale, Roberto De Simone, Tony Esposito?). Ci sono un'infinit? di aneddoti che tolgono il velo ai "lavori in corso" degli artisti, ma non intaccano il meraviglioso mistero della creatività.

Gli autori, Renato Marengo e Michael Pergolani, sono due "imprescindibili" del giornalismo musicale degli ultimi decenni. Sanno raccontare, spesso in prima persona, ma, soprattutto, sanno coltivare i sogni, quelli che, secondo molta gente, esistono solo nella mente degli adolescenti.
In certe pagine si respira a pieni polmoni la sacra rabbia di chi vuole che il mondo, anche grazie alla musica, migliori.
Chi ama la musica lo sa che questo è possibile sempre, ad ogni età e latitudine.

Il libro in questione (Ediz. RAI-ERI) ha per titolo "SONG 'E NAPULE", che ha due significati, spiritosamente validi entrambi: "canzone di Napoli" e "io sono di Napoli".
Qualcuno ha parlato di un "piccolo, grande libro". Condivido pienamente!

Ah? dimenticavo: io non ho mai considerato ricchi quelli che posseggono auto di lusso, palazzi e articoli di abbigliamento da strafichi, ma solo quelli che posseggono tutti i dischi e i libri che amano.

Un abbraccio e? buon ascolto e buona lettura a tutti!

franco






20/11/1998 - 11
E' tutto come prima
(Ricordando Lucio Battisti)

Oggi ho voglia di mangiare più del solito
E di bere tanto
Ho voglia di sconfiggere questo gelo
Ho voglia di dimostrare a me stesso che tutto può continuare
Come prima

E' tutto come prima
Lo stesso silenzio a cui ci hai abituato
La stessa possibilità di avvicinarci alle tue canzoni
Canzoni come pietre preziose
Come luce rubata ai sogni
Quelli che al risveglio non si ricordano
Tu li ricordavi e ce li raccontavi
O forse per te non si trattava di risveglio
Semplicemente componevi sognando
E per questo smettevi di cantare e tacevi
Non avevi parole da aggiungere
Dio si era già espresso nelle tue note

A proposito del buon Dio
Quando ti chiederà cosa hai fatto quaggiù
Tu non parlare neanche con Lui? canta
Canta una delle tue canzoni
E Lui sicuramente sarà fiero di aver creato un figlio come te

E' tutto come prima
Tutto come prima
Tutto esattamente come prima
Eppure adesso ascolto le tue canzoni
Le stesse di prima
E tutto mi sembra diverso

(franco simone)








E-Mail: francosimone@francosimone.it